Osborn (I-Com): ‘Gioco fisico ancora preferito da utenti, riordino non più rinviabile’
“Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026 ”. Questo il titolo del seminario pubblico organizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery e in programma oggi, mercoledì 3 dicembre.
L’iniziativa vuole approfondire – insieme a una platea selezionata di rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria e aziende – gli sviluppi del contesto del gioco in Italia in vista del dibattito sulla legge di Bilancio 2026, con un confronto sui nodi ancora da sciogliere relativamente alla pressione fiscale delle attività in corso di concessione.
In apertura Thomas Osborn, direttore Area Salute di I-Com, evidenzia la crescita del settore del gioco in Italia, “con l'unico gap rappresentato dal periodo del Covid”.
Stando ai dati presentati dall'I-com, “L'Italia rappresenta il più grande mercato del gioco in Europa, con un Gross gaming revenue (Ggr) di 21 miliardi di euro. Le ultime rilevazioni ufficiali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli indicano per il 2024 una ulteriore crescita, con la spesa lorda che raggiunge 23 miliardi, registrando una crescita annuale dell'11 percento.
Si registra inoltre una raccolta di 157,4 miliardi, con una proiezione fino a 200 miliardi entro il 2028”.
Nonostante il crescente peso del gioco online (+11,6 percento), per facilità ed accessibilità, il gioco fisico resta l'opzione preferita per oltre il due giocatori su cinque.
Ciò comporta valore per il settore e per il Paese.
Il gioco fisico infatti nel solo 2024 ha prodotto un valore aggiunto di 20,8 miliardi. Di questi, 6,2 miliardi sono riconducibili all'effetto diretto generato dagli 85.000 esercizi presenti nel nostro Paese che, inoltre, garantiscono occupabilità a 147.000 persone.
Tutto ciò si riflette anche sulle entrate erariali, pari a 11,5 miliardi per il 2024.
A pesare su questo è anzitutto l'effetto di sostituzione del gioco online su quello fisico: il gioco a distanza è infatti spesso tassato con aliquote più contenute rispetto a quello fisico – una dinamica che sta incidendo negativamente sui dati di raccolta delle macchine, da cui deriva la maggior parte delle entrate”.
Nonostante il boom dell'online, però è il gioco fisico a garantire le maggiori entrate per l'erario, per una percentuale del 94 percento. Gli apparecchi da intrattenimento da soli coprono il 58 percento delle entrate (42 percento dalle Awp e 16 percento dalle Vlt).
Il settore dei giochi legali è sempre stato particolarmente attenzionato dai decisori politici nazionali che ne hanno più volte modificato le diverse tipologie di tassazione attraverso diversi interventi normativi.
Molte, ad esempio, sono state le novità introdotte nel comparto dalla legge di Bilancio del 2025.
Le variazioni delle aliquote per il gioco a distanza in primis, passate dal 22 al 24,5 percento per le scommesse sportive; dal 20 al al 25,5 percento per i casinò online; dal 22 al 24,5 percento per le scommesse sugli eventi simulati: dal 47 al 24,5 percento sulle scommesse ippiche online e dal 43 al 20,5 percento sulle scommesse ippiche fisiche.
Con la Manovra poi è stata decisa anche la sostituzione dell'Osservatorio nazionale per il contrasto all'azzardo patologico e del fondo nazionale per il contrasto al Gap (al quale venivano destinati 50 milioni) con un generico Osservatorio e un unico fondo per le dipendenze da 94 milioni (di cui il 30 percento da destinare alla prevenzione del gioco patologico, pari a 28 milioni).
Infine, è stata resa strutturale la quarta estrazione settimanale del Lotto.
E le prospettive per il futuro?
Centrale è il riordino del gioco. Ad oggi, il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva solo il decreto contente disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi a distanza (DL 41), mentre si è rimandato a futuri provvedimenti il riordino del gioco fisico. II Parlamento ha votato una nuova proroga all'attuazione della Legge delega per il riordino normativo, facendola slittare dal 29 agosto 2025 al 29 agosto 2026.
Proroga che pesa sugli investimenti delle aziende e sulla loro possibilità di pianificare le loro strategie.
Viene presa ad esempio la gara per il Lotto, che ha garantito allo Stato oltre 2,2 miliardi. Una cifra simile potrebbe essere garantita per l'avvio dei bandi per le concessioni in proroga, attese da anni per apparecchi da intrattenimento, scommesse e bingo.
Non mancano i nodi da sciogliere. In primis la collocazione e gli orari di apertura dei punti vendita e dei cosiddetti "luoghi sensibili" e la questione della compartecipazione al gettito del gioco da parte degli enti territoriali. La Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo di inserire nella Legge di Bilancio 2026 la compartecipazione delle Regioni alle entrate erariali.
Tale proposta era già stata avanzata nel febbraio 2024 (quando la Conferenza aveva chiesto la "compartecipazione del 5 percento al gettito") e ribadita nel maggio scorso. Tuttavia, nel rinnovare la richiesta, la Conferenza avrebbe specificato che tali proventi non avrebbero "vincolo di destinazione", come invece era stato esplicitato precedentemente
L'importo complessivo della compartecipazione regionale è stato stimato per circa 294 milioni di euro annui.
Una prima risposta è stata fornita dal Governo nella prima stesura della legge di Bilancio 2026: dalla relazione tecnica si evince che sono stati stanziati 80 milioni come "incremento del fondo per l'attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi" da destinare alle Regioni.
Il testo integrale del report dell'I-Com è disponibile in allegato.