Forum Acadi, Bilancio sostenibilità: ‘Cala raccolta gioco fisico, online + 193% sul 2018’
“Il 2024 è stato un altro anno cruciale, segnato dalla legge delega per il riordino del settore e dalla riforma del gioco online. Ma affinché l’intero sistema possa continuare a generare benefici sostenibili e misurabili, è imprescindibile intervenire anche sul gioco fisico, armonizzare il quadro fiscale e dei parametri dei prodotti, consolidare la stabilità del sistema concessorio, risolvendo in maniera definitiva la questione territoriale, consentendo l’implementazione di strumenti tecnologici di tutela degli utenti. Serve inoltre una distribuzione più equilibrata dei punti di offerta specializzati e generalisti, strumenti realmente efficaci di tutela dei consumatori e un rafforzamento delle azioni contro l’illegalità.”
Si apre così, con le parole di Geronimo Cardia, presidente dell'Associazione concessionari giochi pubblici, il Bilancio di sostenibilità del comparto del gioco pubblico 2024 presentato oggi, 17 settembre, a Roma, nel corso del Forum Acadi.
Un Bilancio redatto in coerenza con gli standard Gri e sulla base di un rigoroso approccio metodologico e sottoposto a revisione dallo studio legale e tributario Eversheds-Sutherland attraverso un processo di asseverazione indipendente, culminato nel rilascio di un’attestazione formale.
“Il nostro auspicio è che questo Bilancio continui ad alimentare un dialogo franco, costruttivo e proiettato al futuro, affinché il comparto, le sue verticali distributive e le sue filiere possano essere sempre più percepiti per ciò che realmente sono: un’infrastruttura di interesse pubblico nel nostro Paese, che richiede e mette a disposizione equità, rigore, innovazione e una visione inclusiva e sostenibile del domani”, si legge ancora.
I NUMERI DEL COMPARTO – Ma veniamo alle cifre del Bilancio di sostenibilità presentato da Acadi. “Il 2024 si chiude con risultati di forte rilevanza quantitativa e qualitativa. La spesa complessiva degli utenti nel comparto dei giochi pubblici è stata pari a 21,4 miliardi di euro, di cui 16,3 miliardi generati dal canale fisico. Il gettito erariale complessivo derivante da emersione è stato pari a 11,6 miliardi di euro, di cui 10,2 miliardi riconducibili al retail, mentre la sola componente degli apparecchi ha prodotto 5,3 miliardi di euro di gettito e oltre 8,2 miliardi di spesa. Dal punto di vista del valore economico complessivo, il comparto ha generato 20,8 miliardi di euro di Pil (effetto diretto, indiretto e indotto), pari all’1,1 percento della ricchezza prodotta a livello nazionale, con un Pil diretto attribuibile alla rete distributiva e ai concessionari pari a 6,2 miliardi di euro. L’occupazione, elemento strategico di impatto sociale, è stata stimata in oltre 150.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera, con una forte concentrazione nella rete fisica, che conta circa 140.000 occupati. La rete distributiva del comparto comprende oggi oltre 85.000 punti vendita, dei quali più di 10.000 specializzati e circa 75.000 generalisti – bar, tabaccherie ed esercizi commerciali – garantendo una presenza capillare sul territorio e contribuendo attivamente alla promozione del gioco legale, tracciabile e responsabile”.
LE DIMENSIONI DEL MERCATO – Il mercato regolamentato gestito all’interno di concessioni statali ha registrato nel 2024 oltre 157 miliardi di euro di giocate, restituendone 136 in vincite. La dimensione effettiva del mercato in termini economici è stata pertanto di 21,4 miliardi di euro, dei quali 10,5 (19 percento) destinati all’erario in forza dei differenti sistemi di imposizione fiscale sulle attività di gioco (al netto dei diversi prelievi sulle vincite dei giocatori); in confronto al 2023 la raccolta complessiva è aumentata di quasi il 7 percento a fronte di un aumento della spesa di oltre il 2 percento, generando tuttavia una riduzione dei prelievi sui giochi di circa il 4 percento in ragione dei differenti modelli fiscali attualmente adottati. Rispetto ad una spesa del 49,1 percento, i prelievi erariali nella rete generalista sono stati pari al 60 percento. Nell’online a fronte di una spesa del 23,8 percento i prelievi erariali sono stati il 12,4 percento. Nelle sale specializzate le somme spese sono state il 27,1 percento, le entrate erariali sono state il 27,6 percento. Dal 2018 al 2024 le somme spese passano 18,9 miliardi di euro a 21,4 miliardi di euro, con un aumento del 13,2 percento. Tutto questo nonostante la riduzione della spesa per giochi fisici che arriva a 16,3 miliardi di euro dai 17,3 miliardi di euro del 2018, più che compensati dall’aumento della spesa per giochi online (da 1,6 miliardi di euro del 2018 al 5,1 miliardi di euro del 2024, +219 percento). Dal 2018 al 2024 la raccolta di gioco aumenta di 50,6 miliardi di euro. La raccolta dei giochi fisici, per effetto delle varie limitazioni introdotte (distanziometri ecc.), si riduce di 10 miliardi di euro, mentre la raccolta dei giochi online aumenta di 60,7 miliardi di euro, con un incremento del 193 percento.
LA SPESA – Nello stesso periodo di riferimento la somma spesa è in aumento di 2,5 miliardi di euro, a causa della riduzione di 1 miliardo di euro del gioco fisico e dell’aumento di 3,5 milioni di euro del gioco online. Le entrate erariali nello stesso periodo incrementano di 0,9 miliardi. Quasi l’80 percento proviene dal gioco fisico, il 12,1 percento dal gioco online e il 9,5 percento dalla tassazione sulle vincite.
Il 2024 sul 2023 conferma il trend per cui le somme giocate aumentano dello 0,5 percento per i giochi fisici e dell’11,6 percento per i giochi online. Complessivamente l’aumento è del 6,7 percento. Le somme spese risultano diminuite dell’1,2 percento per i giochi fisici e aumentate del 15,9 percento per l’online; in totale l’aumento è del 2,4 percento. Le entrate erariali diminuiscono di circa 200 milioni di euro, per effetto della riduzione del gettito dai giochi fisici non compensata dall’aumento dell’online.
La ripartizione della spesa dei giocatori nel 2024 è stata generata per il 76 percento nei punti vendita, nei quali, rispettivamente, gli apparecchi da gioco Awp e Vlt hanno contribuito per il 38 percento della spesa totale, i giochi numerici (Lotto, Superenalotto e giochi accessori) e le lotterie differite e istantanee (“Gratta e Vinci”) per il 29 percento e gli altri prodotti di gioco (scommesse e gioco del bingo) per il 9 percento.
Nel gioco online, i giochi da casinò (slot machines e poker online) hanno generato circa il 14 percento della spesa totale del mercato regolamentato, le scommesse sportive, ippiche e virtuali oltre l’8,5 percento, le lotterie ed il bingo online circa l’1 percento.
Analizzando prospetticamente il periodo dal 2018 al 2024 (con la parentesi statisticamente non significativa degli esercizi 2020 e 2021 segnati da prolungate interruzioni della raccolta, in particolare dei punti vendita con apparecchi, scommesse e gioco del bingo), la spesa complessiva in prodotti di gioco regolamentati è cresciuta, di quasi 2,5 miliardi di euro, in ragione di una imponente crescita dei giochi online (+3,5 miliardi di euro), di crescita anche dei giochi numerici e delle lotterie oltre che delle scommesse, a fronte di una costante riduzione, mantenuta dopo la ripresa post pandemica, della spesa in apparecchi per oltre 2 miliardi di euro nel confronto tra i due esercizi.
La crescita della spesa ha generato maggiori margini lordi complessivi per gli operatori (sempre nel confronto del 2024 sul 2018) per circa 1,9 miliardi di euro, sostenuti dai margini dei giochi online (+2,3 miliardi) ed in misura minore da quelli nelle scommesse e nei giochi numerici e lotterie, a fronte di una riduzione di margini dalle attività di apparecchi per circa 1,1 miliardi di euro. Nel 2024, il 41 percento dei margini lordi delle filiere sono stati generati dalle attività in concessione di apparecchi, scommesse e gioco del bingo, il 34 percento dai giochi a distanza online ed il 25 percento da giochi numerici e lotterie.
Nel confronto tra 2018 e 2024 la spesa in apparecchi Awp e Vlt ha una diminuzione del 20,4 percento, pari a -2,1 miliardi di euro; la spesa in scommesse sportive, ippiche e virtuali in punti vendita ha un aumento del 25 percento equivalente a 0,3 miliardi di euro; la spesa in sale bingo resta invariata; la spesa per giochi numerici e lotterie ha un incremento del 15,1 percento pari a 0,8 miliardi; la spesa nei giochi a distanza (online) aumenta del 218,8 percento e vale 3,5 miliardi. Il totale della spesa nei giochi regolamentati aumenta del 13,2 percento, pari a 2,5 miliardi di euro.
Nel periodo tra il 2018 e il 2024 il margine lordo per le Awp e le Vlt diminuisce di 1,1 miliardi di euro, cioè del 27,5 percento. Per le Sale Bingo restano invariati. Le scommesse sportive, ippiche e virtuali in punti vendita aumentano di 400 milioni di euro, +50 percento. I giochi a distanza (online) hanno un incremento di 2,3 miliardi di euro, pari a +164,3 percento. Il totale dei margini ì nei giochi regolamentati aumenta del 18,7 percento, pari a 1,7 miliardi di euro.
I servizi di gioco del c.d. retail gaming, offerti tipicamente nei pubblici esercizi e nelle rivendite di monopolio nonché nelle sale specializzate (scommesse, bingo e dedicate agli apparecchi di gioco) hanno registrato nel 2024 una spesa dei giocatori di circa 10,4 miliardi di euro, l’82 percento della quale dagli apparecchi da intrattenimento. Tali valori sono inferiori di circa il 15 percento rispetto al 2018, con una dinamica tuttavia molto differente tra le tre concessioni interessate: mentre le scommesse offerte nei punti vendita, superato il periodo Covid, hanno progressivamente incrementato le somme spese, il bingo nelle sale è tornato stabile su valori pre pandemici ma gli apparecchi da intrattenimento hanno subito una perdita di spesa di oltre il 20 percento nel periodo, anche a fronte di tutte le limitazioni poste nei diversi contesti locali.
Per le dinamiche ancora più sensibili alla pressione fiscale sugli apparecchi, ulteriormente incrementata nel periodo 2019- 2021, i valori sono più netti nella diminuzione dei margini lordi disponibili per le filiere (dopo il versamento dei prelievi sugli apparecchi, sul bingo e dell’imposta unica sulle scommesse): il comparto ha ridotto la marginalità complessiva di circa il 14,5 percento ma al suo interno gli apparecchi hanno ridotto di quasi il 30 percento i margini, a fronte di una stabilità del bingo di sala e ad un aumento di oltre il 40 percento dell’insieme dei prodotti di scommesse, con un importante contributo alla crescita, negli ultimi anni, delle scommesse su eventi virtuali.
LA RETE DISTRIBUTIVA – Gli aumenti di aliquote di diversi prelievi fiscali, le limitazioni introdotte alla distribuzione di alcuni prodotti di gioco, a partire dagli apparecchi da intrattenimento, l’aumento delle soluzioni di gioco a distanza e le razionalizzazioni distributive operate dai concessionari hanno ridotto negli ultimi anni il numero dei punti vendita attivi nelle differenti concessioni, concentrando la raccolta in un numero più limitato di punti vendita unici. Al 2024 la rete più estesa è risultata essere quella dei punti vendita lotterie (Gratta e Vinci e lotterie nazionali) con quasi 54.000 punti vendita unici, seguita da quella dei punti con apparecchi Awp (circa 43.000), giochi numerici (Lotto e Superenalotto, tra 32.000 e 34.000); meno di 10.000 punti comprende la rete in concessione di raccolta delle scommesse sportive, ippiche e virtuali mentre non raggiungono 4.400 le sale specializzate con apparecchi Videolotterie Vlt. Sono da diversi anni meno di 200 le sale per il gioco del bingo. Per le ragioni fiscali, di restrizioni locali e progressiva crescita del gioco a distanza, nella comparazione del 2024 al 2018 le reti Awp si sono ridotte di circa il 22 percento, le sale bingo di quasi il 13 percento; dimensione simile per la rete dei “Gratta e Vinci” mentre la riduzione dei punti scommesse è stata più contenuta.
LE VINCITE – Nel 2024 i prodotti commercializzati nella rete generalista (bar, tabaccherie, ricevitorie) hanno restituito in vincite mediamente il 68 – 69 percento delle somme giocate, mentre quelli della rete specializzata (sale con apparecchi, scommesse, bingo) tra l’80 e l’83 percento. I giochi a distanza pagano in vincite stabilmente tra il 94 ed il 95 percento delle puntate effettuate. L’intero mercato regolamentato si è posizionato nel 2024 ad oltre l’86,5 percento di ritorno in vincite, crescendo di circa 1,5 punti in due anni. Sono inferiori al 70 percento i giochi del Superenalotto e le Awp; tra il 70 e il 75 percento il bingo nelle sale, il Lotto e le Lotterie istantanee e nazionali offerte nei punti vendita, il bingo e le lotterie istantanee online. Oltre l’80 percento e fino al 90 percento sono tutte le scommesse sportive, quasi tutte le ippiche, le virtuali, sia nei punti vendita che online, le videolotterie Vlt. Al livello più elevato, sopra la media dei prodotti online, i giochi di sorte a quota fissa (principalmente slot e casinò online) e le scommesse con interazione diretta tra giocatori (c.d. betting exchange). La tendenza complessiva dei prodotti di gioco in concorrenza nel mercato regolamentato vede quindi un tentativo di recupero di attrattività nei punti generalisti (guidato dai giochi numerici a totalizzatore, che garantiscono vincite molto elevate, ed in parte dal Lotto; i Gratta e Vinci si stabilizzano beneficiando della crescita recente mentre sono ferme le Awp), un consolidamento della rete specializzata, guidato dalle scommesse, con stabilizzazione del bingo in sala e tendenza inversa delle Vlt ed una stabilizzazione, con valorizzazione della forte crescita, nel segmento a distanza, che per prodotti come il bingo online od i giochi di sorte ha ritoccato al ribasso le percentuali, comunque ai picchi del mercato, di ritorno in vincite negli ultimi due esercizi
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE – Nel corso del 2024, è proseguito l’impegno del comparto verso la responsabilità sociale, attraverso azioni concrete a tutela dei consumatori, in particolare dei soggetti vulnerabili, e per il contrasto al gioco patologico. Il Piano di sviluppo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) ha previsto investimenti per 1,7 milioni di euro in iniziative di promozione del gioco responsabile, puntualmente implementate dalle imprese associate. Sul piano ambientale, le aziende del settore hanno continuato a operare secondo principi di sostenibilità, adottando politiche di riduzione dell’impatto ambientale, ottimizzazione delle risorse e responsabilità lungo la catena del valore. L’adesione ai criteri Esg è cresciuta in termini di cultura aziendale e strumenti concreti: molte aziende hanno rafforzato i propri sistemi di governance per la sostenibilità, introducendo comitati interni, modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, certificazioni ISO e strumenti di risk management finalizzati al monitoraggio degli impatti e al miglioramento continuo delle performance. In parallelo, continua a porsi con forza la questione territoriale, dovuta alla frammentazione normativa tra Regioni e Comuni. L’assenza di un testo unico di riferimento, unita alla proliferazione di regolamenti locali eterogenei, rende difficile garantire un’equilibrata presenza territoriale del gioco legale, con il rischio concreto di favorire circuiti paralleli non regolamentati e quindi privi di presidi di tutela.
LA QUESTIONE TERRITORIALE E IL CONTRASTO AL GIOCO ILLEGALE – Scorrendo il Bilancio presentato da Acadi quindi emerge l'attenzione al “completamento del riordino con la soluzione alla questione territoriale ed il riequilibrio dei parametri dei prodotti”, visto che “le misure attualmente adottate per contrastare il gioco d’azzardo patologico si concentrano solo su alcune tipologie di giochi. Sono risultate quindi parziali e poco efficaci. Questo approccio ha finito per spostare la domanda verso altre forme di gioco legale non soggette alle stesse limitazioni, ad aumentare la spesa complessiva del comparto e ad agevolare il gioco illegale”. Quindi, appare “necessario un intervento sinergico e lungimirante che coinvolga tutti gli attori in gioco: istituzioni, operatori, esperti e associazioni. Un dialogo costruttivo e un approccio condiviso sono indispensabili per individuare soluzioni efficaci e sostenibili che garantiscano un’offerta legale, responsabile e uniforme sul territorio nazionale. Solo con un impegno comune sarà possibile tutelare la salute pubblica, contrastare il gioco d’azzardo patologico in modo efficace e garantire un gettito erariale equo e trasparente, nel rispetto delle regole e della concorrenza leale”.
I PRINCIPI ALLA BASE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ – Daniele Raimondi, counsel di Eversheds Sutherland, commenta: “La sostenibilità è un leitmotiv in questi ultimi anni, grazie alla presa di coscienza dell'importanza di affrontare anche altri tipi di impatto sull'ambiente esterno. Acadi ha intrapreso questo percorso fin dal 2022, sui temi di ambiente, società, governance. Questo bilancio del 2024 si impreziosisce dell'attestazione dello studio Eversheds, che rappresenta un punto di arrivo ma anche un punto di partenza per Acadi, che fin dall'inizio aveva chiaro l'obiettivo di arrivare all'asseverazione da parte di un soggetto terzo, diventa un elemento importante verso le istituzioni, gli operatori del settore, l'opinione pubblica. Abbiamo analizzato la struttura del bilancio nel suo complesso, ispirato agli standard di riferimento del Gri, che regolano la rendicontazione non finanziaria. Abbiamo verificato che il bilancio fosse strutturato con riferimento agli indicatori Gri, a cominciare da salute, tutela della salute e il presidio del territorio”.
IL PRESIDIO DI LEGALITÀ – Yessica Rada, chief compliance officer & Dpo di Global Starnet concentra il suo intervento sul presidio di legalità e sull'impatto sulla tutela della salute per la sostenibilità del comparto, che conta 43mila punti vendita generalisti e 4400 punti vendita specializzati sul territorio nazionale: “Numeri in continua diminuzione senza le modifiche normative necessarie, solo mantenendo una capillarità diffusa dell'offerta si può garantire la tutela dei cittadini, garantendo un equilibrio, aggiornando i criteri di distribuzione dell'offerta e considerando la reale domanda dei territori. La presenza di prodotti regolamentati significa sicurezza degli utenti, è garanzia di un corretto funzionamento e della tutela dei giocatori, e di un ritorno minimo di vincita che nel gioco illegale non c'è. La legalità è ciò che ci consente di prevenire il gioco illegale, di evitare lo spostamento della domanda verso canali non regolari, di preservare il gettito erariale per lo Stato, la tutela della concorrenza e il sostegno all'occupazione. Senza regole, quindi, si rischiano di vanificare i progressi raggiunti finora”.
“TUTELARE LA SALUTE SIGNIFICA TUTELARE IL GIOCO” – Emanuele Di Faustino, responsabile Industria, retail e servizi di Nomisma, punta l'attenzione sul valore economico e sociale del comparto come nel rapporto realizzato recentemente per Novomatic: “Dal 2019 al 2024 la spesa per le giocate registra una crescita del 10 percento trainato dall'online, nel medesimo periodo si segnala una contrazione della spesa per gli apparecchi del 22 percento anche a causa delle misure normative attuate. C'è stato inoltre uno switch fra le due verticali, online e retail, specie in pandemia: sono aumentate le giocate sull'online e di conseguenza il peso che l'online ricopre nel settore dei giochi pubblici: nel 2019 era al 33 percento, ora al 59 percento”.
Il testo integrale del Bilancio di sostenibilità del comparto del gioco pubblico 2024 è disponibile in allegato.