Ricerca Agic-Luiss Business School: ‘Gioco illegale, inconsapevole il 14% dei giocatori’
Il 14 percento di giocatori che accede ai canali illegali lo fa inconsapevolmente, a dimostrazione della difficoltà nel distinguere tra operatori autorizzati e non autorizzati. Sono proprio i giocatori non informati, che tendono a rivolgersi con maggiore frequenza ai canali non autorizzati: oltre il 26 percento di essi dichiara di aver giocato illegalmente, una quota più che tripla rispetto a quanto rilevato tra gli altri giocatori.
Sono i dati che emergono dalla ricerca Agic– Confindustria (Associazione gioco e intrattenimento in concessione)-Luiss Business School presentata oggi, 24 settembre, a Roma, durante l’incontro “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria”.
La ricerca indaga le abitudini e le preferenze relative al gioco tra i giocatori in Italia, approfondendo le motivazioni che spingono i consumatori a rivolgersi ai canali illegali.
L’industria del gioco regolamentato riveste un ruolo di rilievo sia dal punto di vista economico che per le implicazioni sociali e regolatorie, rappresentando a una componente rilevante per l’economia nazionale: nel 2024 la spesa netta ha raggiunto i 21 miliardi di euro, mentre il gettito erariale ha superato gli 11 miliardi.
Se il gioco regolamentato garantisce un contributo significativo alle finanze pubbliche, oltre che trasparenza e sicurezza per il giocatore, quello illegale sottrae invece risorse rilevanti allo Stato e agli operatori regolari, rappresentando una seria minaccia sia per la tutela e la protezione dei consumatori che per l’equilibrio complessivo del mercato. Il valore del gioco illegale, infatti, è stimato tra i 20 e i 25 miliardi di euro di raccolta all’anno, pari a oltre 3 miliardi di spesa e quindi a circa 2 miliardi di euro di mancate entrate erariali.
Le ragioni che spingono i giocatori a rivolgersi ai canali illegali sono diverse: dalla percezione di una maggiore semplicità d’uso delle piattaforme, alla rapidità dei pagamenti, fino alla convinzione che il gioco illegale permetta di ottenere vincite di importo superiore. A queste si aggiungono motivazioni legate all’esperienza di gioco, come una grafica ritenuta più accattivante e una maggiore varietà e qualità dei giochi.
Emerge, dunque, la necessità di definire strategie di contrasto efficaci che devono basarsi non solo su azioni di controllo e repressione, ma anche su attività di informazione e sensibilizzazione finalizzate a valorizzare il settore del gioco legale e a contrastare contestualmente quello illegale.
“Il contrasto al gioco illegale richiede un approccio organico e una forte collaborazione tra tutti gli attori che agiscono nella nostra industry. In questo senso, il percorso già avviato con il ministero dell’Economia e delle finanze per il riordino del settore fisico rappresenta un’occasione fondamentale per fornire ai concessionari gli strumenti necessari per essere competitivi, contrastando parallelamente i canali illegali”, commenta Giuliano Guinci, Public affairs, sustainability & retail operations director, Eurobet Italia e membro Board Agic. “È indispensabile riconoscere alle aziende concessionarie la possibilità di comunicare con trasparenza e responsabilità: limitare totalmente, come è oggi, questa capacità rischia infatti di generare opacità, con conseguenze negative sia sul piano sociale che economico. Solo restituendo al settore le condizioni per distinguersi e valorizzarsi sarà possibile costruire un mercato più sicuro e sostenibile, differenziando con chiarezza legale da illegale”.
Gennaro Schettino, presidente dell’Agic, durante il suo intervento ha posto l'accento sulle conseguenze del gioco illegale, un "mercato" che vale 80 miliardi di euro – secondo una recente ricerca – e si traduce in 20 miliardi di mancate entrate erariali. "I primi ad essere colpiti dall’industria illegale sono i consumatori, poi naturalmente l’erario a cui mancano 2,5 miliardi all’anno, e poi ci sono le industrie vista la concorrenza sleale. La risposta migliore? Il riordino del gioco fisico. Per questo auspichiamo che nella prossima legge di bilancio intervenga l’accordo definitivo tra Stato e Regioni per il decreto delega".
Matteo Giuliano Caroli, Associate dean for sustainability and impact Luiss Business School, dal canto suo sottolinea "l’impegno delle imprese dell’Agic nella promozione di analisi robuste dal punto di vista metodologico, con dati affidabili e concreti per comprendere fenomeni di interesse" e che "tutto il settore del gioco legale deve impegnarsi per la promozione del gioco responsabile e per l’evoluzione verso il gioco sostenibile”.
Durante l’incontro si è svolta una tavola rotonda sulla lotta all’illegalità con gli intervenuti di rappresentanti del settore audiovisivo, tra cui Federico Bagnoli Rossi (presidente Fapav) e Stefano Selli (vicepresidente Confindustria Radio Televisioni). Sono seguiti gli interventi sul ruolo del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale (Copregi e la tutela dei minori e della Guardia di Finanza sulle attività di contrasto nel settore dei giochi.
Infine, sono intervenuti Nicola Calandrini, presidente commissione Programmazione economica e bilancio del Senato della Repubblica; Dario Damiani, commissione Programmazione economica e bilancio del Senato della Repubblica; Virginio Merola, commissione Finanze della Camera dei deputati ed Ettore Rosato, segretario Copasir e componente commissione Difesa della Camera dei Deputati con le conclusioni di Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Il testo integrale della ricerca è disponibile in allegato.