Compartecipazione Regioni a gettito dal gioco: dibattito aperto, Consiglio Liguria boccia due Odg contrari
Anche al consiglio regionale della Liguria si parla della compartecipazione delle Regioni al gettito erariale derivante dal gioco pubblico.
Nella seduta di oggi, mercoledì 17 dicembre, sono stati ben due gli ordini del giorno in materia – collegati al Pdd 17 “Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (Nadefr 2026-2028)” – presentati e respinti dall'Assemblea.
Con 10 voti a favore (minoranza) e 17 contrari è stato respinto l’ordine del giorno n 234, presentato da Selena Candia (Alleanza verdi e sinistra) che impegnava la Giunta a esprimere nelle sedi opportune la netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di compartecipazione; “ad attivarsi affinché il confronto con il Governo avvenga nella Conferenza delle Regioni; a sostenere iniziative per il rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico; a garantire il pieno rispetto e l’attuazione delle normative regionali in materia di distanze dai luoghi sensibili e di regolazione degli orari delle attività da gioco; a promuovere politiche regionali per la riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo e il rafforzamento di una cultura della prevenzione”, si legge in una nota stampa.
In parallelo, con 11 voti a favore (minoranza) e 17 contrari è stato respinto l’ordine del giorno n 247, a firma di Carola Baruzzo (Partito democratico) che impegnava la Giunta “a non sottoscrivere la proposta di compartecipazione al gettito fiscale sul gioco d’azzardo come avanzato dalla Conferenza delle Regioni; ad adottare ogni utile iniziativa a partire dalla conferenza delle Regioni affinché venga implementato già nella prossima legge di bilancio 2026 il fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e affinché venga ripristinato presso il ministero della salute l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza grave”.
La proposta di deliberazione n. 17 “Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (Nadefr 2026-2028)” invece è stata approvata con 15 voti a favore (maggioranza) e 7 contrari.
Il provvedimento tiene conto delle indicazioni contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e del Documento Programmatico di Bilancio 2026 adottati dal Governo in autunno e definisce, in coerenza con i documenti nazionali, i principali indicatori e grandezze di finanza regionale e le politiche regionali necessarie ad orientare i documenti di bilancio per il prossimo triennio.
LA PROPOSTA DELLE REGIONI PER LA MANOVRA 2026 – Il tema al centro degli ordini del giorno presentati da Avs e Pd è sul tavolo di Parlamento e Governo da quasi due anni: a gennaio del 2024 la Conferenza unificata Stato Regioni approvò lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza, chiedendo di considerare "una compartecipazione regionale sia al canone di concessione dei punti delle reti fisiche del gioco che sul provento del gioco al netto delle vincite erogate e degli aggi”. Una proposta ribadita nel febbraio dello stesso durante le audizioni in commissione Bilancio del Senato sul riordino del gioco online da Marco Alparone, coordinatore commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, e tornata alla ribalta nell'ottobre del 2025, con la richiesta avanzata dalle Regioni al Governo di inserire nella legge di Bilancio 2026 anche la compartecipazione alle entrate derivanti dal gioco, "senza vincolo di destinazione". Un'istanza alla quale l'Esecutivo ha risposto con lo stanziamento in Manovra di 80 milioni di euro per il 2026 destinati al Fondo per l’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi pubblici, per ora.
FAVOREVOLI E CONTRARI – Nonostante la proposta di compartecipazione sia stata presentata dall'organismo ufficiale di rappresentanza delle Regioni, a livello locale non c'è, come normale e lecito, uniformità di vedute.
La Regione Emilia Romagna ad esempio, in risposta a un question time di Simona Larghetti (Avs) ha sostenuto la proposta della Conferenza, e ribadito "la propria intenzione di destinare integralmente le risorse provenienti dall’eventuale compartecipazione alla prevenzione e alla cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico.”
In Lombardia, il consiglio regionale recentemente ha respinto la mozione “Rinuncia alla proposta di compartecipazione al gettito dell’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco e incremento delle risorse per l’attuazione del programma regionale di attività per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”, a prima firma di Michela Palestra (Patto Civico). Nel dibattito è intervenuto Marco Alparone vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Lombardia (nonché coordinatore commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), dichiarando: “È un successo, non una contraddizione. Se ci sono entrate possiamo dare risposte concrete. A questo serve la compartecipazione al gettito d’imposta, a darci autonomia e a scegliere risposte adeguate. La Regione ha avuto il coraggio di affrontare il tema della ludopatia con coraggio e norme rigorose. Ora servono risorse per portare avanti il lavoro.”
A novembre invece il consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno firmato dal consigliere Maurizio Gaigher (Partito democratico) per manifestare la contrarietà alla compartecipazione delle Regioni al gettito dal gioco e all’attuale formulazione del riordino del settore.